Non solo cataglife

Appena letto l’articolo dell’internazionale Oltre il legame biologico. Che cosa curiosa. Mi sono tornati in mente un paio di lontani ricordi. Di una quindicina d’anni fa.

Arrivato qui in Svizzera,  per vari motivi seguii un corso di “etologia cognitiva” all’università di Ginevra. Insegnava tale Roland Bruno Maurer, simpatico professore (di cui divenni e sono tuttora amico) che ci parlò soprattutto dell’ “integrazione del cammino” nella cataglifa (formica che vive in ambienti desertici, se non sbaglio nel nord africa). Anche se cataglife e “path integration” erano le sue chicche, ci parlò anche di altre cose ed almeno una volta accennò al differente attaccamento parentale nelle famiglie con figli naturali vs famiglie con figli adottivi. Disse poco ma l’affermazione che esiste una documentata differenza di attaccamento in questi due gruppi stuzzicò la mia curiosità.
Alla fine della lezione andai da lui e nel mio strepitoso francese gli chiesi particolari. Non ricordo i dettagli ma penso mi disse una cosa tipo: si sa che l’attaccamento parentale è “diverso” in queste due gruppi perché, purtroppo, abbiamo dati statistici sulle violenze segnalate alle istituzioni; risulta che nel caso delle famiglie adottive la frequenza delle segnalazioni sia decisamente più elevata.

* * *

Nel 2004, alcuni mesi dopo la nascita della mia prima figlia, mi successe una cosa notevole. Stavo portando mia figlia da qualche parte, lei allegramente seduta nel suo passeggino ed io suo abnegatissimo autista. Alla fermata del tram non riuscii a fare il biglietto e saltammo sul mezzo senza titolo di trasporto. I biglietti a Ginevra non si potevano, né possono, comprare sul mezzo; oggi di differente c’è solo la possibilità di acquistarli via sms. Comunque sia, per mettermi in regola, operai come, in tali frangenti, era mia abitudine: attesi la fermata successiva, scesi di corsa alla macchinetta e feci il biglietto. Il tutto lasciando la mia piccoletta in balia del tram. Incosciente fino al midollo, non mi resi minimamente conto del mio gesto neppure quando, rimontato sul tram, vidi le espressioni inorridite degli altri viaggiatori. Sorrisi come fanno le persone educate.
Non so quanto tempo mi ci volle (secondi, minuti, giorni?) per realizzare che il tram sarebbe potuto ripartire con mia figlia ma senza di me.

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